Landscape

 

Il nuovo paesaggio
dal 2 maggio al 9 giugno 2012
a cura di Silvia Fabbri

Con questa mostra si apre uno nuovo spazio dedicato all'arte contemporanea che lo Studio Morri Cornelli e Associati ha deciso di dedicare alla ricerca artistica visiva e figurativa. All'interno di un progetto articolato in una serie di esposizioni su alcuni temi cardine della ricerca artistica, che si andrà snodando periodicamente nell'arco del tempo, lo Studio apre parte delle proprie sale a un pubblico inatteso, che cerca nuovi stimoli e un nuovo dialogo con l'arte.
In questa occasione, dunque, vengono esposte le opere di una serie di artisti che da tempo lavorano sul tema del paesaggio, non più inteso solamente nel senso tradizionale del termine, ma ricostruito e reinventato, con tecniche e poetiche profondamente diverse, da ogni artista.

Sparito infatti in questi anni, nel panorama dell'arte contemporanea, il paesaggio come concetto tradizionale a se stante, nella definizione di confini geografici e fisici, rimane il paesaggio come iper-luogo mentale e affettivo, che l'artista - con la propria capacità di trasfigurazione simbolica, con il proprio bagaglio concettuale visivo, con la tecnica e con la propria abilità a far rivivere una diversa realtà - ricrea interamente, dando vita a nuovi mondi e visioni. La perdita del concetto tradizionale di luogo ha portato dunque con sé, paradossalmente, un nuovo accumulo e bagaglio di immagini, di memorie, di sensibilità differenti che ogni artista rielabora in una visione assolutamente personale ed eterogenea.
Ormai da diverso tempo Marco Petrus lavora sulla rielaborazione espressiva delle architetture metropolitane, con una progressiva stilizzazione del paesaggio delle nostre città, rappresentando assemblaggi di edifici paralleli, con elementi di spiazzamento visivo e di astrazione, in un sottile richiamo alle città metafisiche alla De Chirico; alla rappresentazione di aree urbane e di archeologie industriali è dedicata l'opera di Alessandro Papetti che interviene su ampie superfici, con una pittura gestuale dal forte segno e sottilmente evocativa, con un cui tratteggia ampi squarci delle metropoli contemporanee e delle periferie industriali, quasi a immortalare in un fotogramma fissato per sempre il ciclo di vita metropolitano.

Così anche uno dei maestri della fotografia contemporanea Gabriele Basilico, che ha lavorato negli anni prevalentemente sul paesaggio industriale e le aree urbane, ci offre uno spaccato eccezionale delle metropoli contemporanee, con uno sguardo particolare a città devastate da guerre fratricide, a periferie abbandonate, a città ormai lasciate a se stesse, facendole rivivere e acquistare nuova vita; un pittore di tutt'altra formazione, Mauro Reggio, dipinge la sua città d'elezione, Roma, sospesa come in un vuoto metafisico nella luce calda e pastosa della Scuola romana con un lavoro di scavo e di messa a fuoco delle linee essenziali del paesaggio urbano. Asciutti ed eleganti, i paesaggi di Valentina D'Amaro sono strutturati con pochi, pochissimi elementi descrittivi e narrativi, in un riflessivo ripetersi, utilizzando anche il medium della fotografia, di analoghi elementi iconografici; nelle opere di Enrico Lombardi, ricche di rimandi storici alla pittura classica e all'iconografia sacra, dominano fontane, palazzi, paesaggi notturni e ombrosi, colline nascoste, architetture dalle misteriose impalcature compositive.
Anche le opere di Andrea Zucchi, pur profondamente diverse nella poetica, rimandano a un lungo lavoro di ricerca e di studio di elementi iconografici e formali di origini diverse, che vengono accostati tra loro e decontestualizzati con effetti stranianti di spaesamento e meraviglia; in un terreno diverso si muovono i paesaggi di Salvatore Garau, artista dalla pittura gestuale, che si trovano in bilico tra figurazione e informale, tumultuosi, agitati, e spesso allagati da una marea di colore e di materia.

Nelle immagini di Antonio De Luca, un fotografo che da lungo tempo lavora su temi e soggetti offerti dalla cronaca e dalla realtà quotidiana urbana, prevale la ricerca di spazi, volti e situazioni emblematiche, con un'ostinata e infaticabile curiosità per il mondo circostante; come nelle opere di Antonio Scarabello, che, pur lavorando con una medium diverso, la pittura, rivolge la sua attenzione a temi ispirati alle dinamiche sociali e ai fenomeni culturali.