Al via il piano ispettivo del Garante Privacy per il secondo semestre 2017

19/10/2017

Digital - ICT

Con provvedimento n. 357/2017 (il “Piano”) l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (il “Garante”) ha dato il via libera al piano ispettivo per il secondo semestre del 2017, individuando le priorità investigative in relazione alle risorse disponibili.

I seguenti ambiti, pertanto, sono quelli in cui, conformemente a quanto previsto dal Piano, si sta concentrando e continuerà a focalizzarsi l’attività di indagine del Garante nella seconda metà del 2017, con il supporto del Nucleo speciale privacy della Guardia di Finanza: (i) trattamenti di dati effettuati nel contesto di attività di recupero crediti, (ii) trasferimento di dati sanitari a società multinazionali, (iii) trattamenti di dati personali effettuati per il rilascio dell'identità federata (SPID), (iv) trattamenti di dati personali effettuati da società per attività di telemarketing aggressivo, (v) call center (in particolare quelli situati in Albania) e (vi) sistema informativo dell'Istat.

Nel settore privato, inoltre, le società che organizzano concorsi a premi e le società di ricerca e selezione del personale rischieranno di essere soggette ad accertamenti, laddove non lo siano già state.

Le ispezioni hanno ad oggetto principalmente: la verifica sull’adozione delle misure minime di sicurezza da parte di soggetti, pubblici e privati, che effettuano trattamenti di dati sensibili; (b) la liceità e correttezza dei trattamenti di dati personali con particolare riferimento al rispetto dell'obbligo di informativa, alla pertinenza e non eccedenza nel trattamento, alla libertà e validità del consenso, nei casi in cui questo è necessario, nonché alla durata della conservazione dei dati nei confronti di soggetti, pubblici o privati, appartenenti a categorie omogenee.

Alla luce di quanto sopra, si raccomanda quindi alle imprese interessate dal nuovo piano ispettivo del Garante di prestare particolare attenzione all’osservanza dei principi esistenti in materia di trattamento dei dati personali, nonché ai vari adempimenti previsti dalla normativa vigente, prendendo nella dovuta considerazione – in un’ottica di adeguamento – gli ulteriori principi e misure previsti dal nuovo Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679), che diverrà pienamente applicabile a partire da maggio 2018.

Rif: Provvedimento dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali n. 357 del 27 luglio 2017 pubblicato in pari data nel Registro dei provvedimenti:

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/6955256

 

Per ulteriori approfondimenti sulle novità legali inerenti al mondo Digital e dell’Information & Communication Technology si prega di contattare l'Avv. Cristina Cengia (cristina.cengia@mralex.it) o l’Avv. Carlo Impalà (carlo.impala@mralex.it).

Le nuove massime del Consiglio Notarile del Triveneto in ambito societario

11/10/2017

Corporate, Finance e Capital Market

Il Consiglio notarile del Triveneto ha recentemente elaborato quattro massime in ambito societario.

Più nel dettaglio, le tematiche oggetto dell’intervento notarile sono le seguenti.

  • Svolgimento dell’assemblea di società per azioni “chiuse”: secondo la nuova massima, anche in assenza di una specifica previsione statutaria, deve ritenersi possibile l’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, a condizione che sia in concreto rispettato il metodo collegiale: il collegamento deve essere predisposto in modo che tutti i partecipanti possano intervenire alla discussione e votare, in tempo reale, come se fossero personalmente presenti.
  • Clausola di drag-along (ossia il diritto del socio di maggioranza, che intende alienare la sua partecipazione, di “trascinare” nella vendita il socio di minoranza): è possibile introdurre a maggioranza tale clausola (nello statuto sia di Srl sia di Spa), a patto che la clausola non sia strutturata come opzione call a favore del socio-venditore, ma come attribuzione al socio di maggioranza titolare del drag del potere di disinvestire il proprio capitale dalla società partecipata.
  • Diritto di usufrutto sulle quote: prendendo atto che l’articolo 2352 c.c. prevede solo l’attribuzione dei diritti amministrativi nel caso di usufrutto sulle azioni, il consiglio Notarile ha ritenuto che per quanto concerne i diritti economici derivanti da quote, si possa fare riferimento alla disciplina generale del diritto civile. Pertanto all’usufruttuario delle azioni spetteranno i frutti civili, ossia gli utili di esercizio di cui sia deliberata la distribuzione.
  • Diritti particolari dei soci di S.r.l.: i nominativi dei singoli soci cui sono attribuiti diritti particolari ex articolo 2468 c.c. non devono necessariamente essere determinati nell’atto costitutivo o nello statuto, ma possono essere anche semplicemente “determinabili” purchè vengano indicati tutti gli elementi necessari per rendere individuabile, in maniera certa ed oggettiva, i soci ai quali sono attribuiti i diritti particolari.


Rif.
Massime 2017 del Comitato Triveneto

 

Trasformazione e recesso del socio: inapplicabile la clausola arbitrale per le controversie

11/10/2017

Contenzioso

La Corte di Cassazione - ordinanza n. 21036 dell’11 settembre 2017 - ha chiarito che nel caso in cui un socio receda da una società di persone e questa si trasformi, poi, in una S.r.l. il cui statuto contenga una clausola compromissoria, l’eventuale controversia sorta tra socio e società in punto di liquidazione della partecipazione, non è arbitrabile ma deve essere devoluta al giudice ordinario. Ciò in quanto il recesso da una società di persone è un atto unilaterale recettizio con la conseguenza che la dichiarazione produce i suoi effetti nel momento in cui viene portata a conoscenza della società: il socio, una volta comunicato il recesso, perde tale sua qualità di socio maturando un semplice diritto di credito di liquidazione della quota. Il rapporto sociale tra socio e società si scioglie per effetto del recesso e tutte le successive vicende che interessino la società sono a questo inopponibili con la conseguenza che diventa irrilevante la successiva trasformazione in S.r.l. (recante nel suo statuto una clausola compromissoria). Rispetto a questi eventi il socio receduto è un terzo estraneo e, più esattamente, un creditore della società trasformata, alla quale vengono infatti trasferiti i crediti e i debiti che la società aveva contratto in precedenza.

 

Rif. Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 11 settembre 2017 n. 21036

 

Antitrust: nuove soglie per le concentrazioni

11/10/2017

Corporate, Finance e Capital Market

Con legge n. 1244/2017 è stata introdotta la riforma delle soglie di fatturato che rendono obbligatoria la comunicazione delle concentrazioni tra imprese all’AGCM prima che la concentrazione stessa si perfezioni. Le nuove soglie saranno immediatamente applicabili a tutte le concentrazioni realizzate dopo il 29 agosto 2017, indipendentemente dal settore industriale delle imprese coinvolte. Le soglie sono le seguenti:

  • fatturato totale realizzato a livello nazionale dall'insieme delle imprese interessate superiore a 492 milioni di euro; e
  • fatturato totale realizzato individualmente a livello nazionale da almeno due delle imprese interessate superiore a 30 milioni di euro.

Il nuovo sistema di soglie è in linea con quello indicato dal legislatore Europeo (cfr. Regolamento n. 139/2004) e, verosimilmente, farà aumentare il numero di concentrazioni assoggettate a notifica.


Rif.
Legge 4 agosto 2017, n. 124, pubblicata in GU, Serie Generale n. 189 del 24 agosto 2017

 

Transazioni conciliative e rinunce: l’accordo sul TFR non può essere generico

11/10/2017

Diritto del lavoro

Con la sentenza n. 20976 dell’8 settembre 2017 la Corte di Cassazione ha affermato che l’accordo sottoscritto tra le parti in occasione della risoluzione anticipata dal rapporto di lavoro, con il quale il datore si è impegnato a corrispondere al dipendente una somma a titolo di rinuncia a far valere eventuali controversie relative al “trattamento di fine rapporto nel suo complesso”, non esclude future rivendicazioni relative all’incidenza dello straordinario sul TFR.

La Suprema Corte, richiamando un principio di diritto oramai consolidato, ha rilevato infatti che la generica rinuncia del lavoratore ad una serie di titoli in astratto ipotizzabili in relazione al rapporto di lavoro e alla sua conclusione, può assumere valore di rinuncia o di transazione solo se rilasciata dal dipendente in modo consapevole rispetto ai diritti cui rinuncia a fronte dell’importo a titolo di transazione concordato.

Sulla base di questo principio, gli Ermellini hanno quindi concluso che la formula utilizzata nell’accordo tra le parti costituisce mera quietanza e non esclude la possibilità di future rivendicazioni.

 

Rif. Corte di Cassazione, Civ. sez. Lav., 8 settembre 2017, n. 20976

Credito d’imposta per attività di ricerca e di sviluppo: nuovi chiarimenti dall’Agenzia

11/10/2017

Consulenza tributaria e tax compliance

L’Agenzia delle entrate, con Risoluzione n. 122/E/2017, ha reso una serie di chiarimenti, rispondendo ad una serie di quesiti riguardanti l’individuazione delle attività di ricerca agevolabili e l’ammissibilità di alcune tipologie di costi, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.

In particolare, ha chiarito in ordine all’ammissibilità o meno dei costi di acquisto dei materiali per la realizzazione del prototipo di un macchinario, che le spese sostenute per il mero acquisto di semplici materiali o componenti già disponibili sul mercato non possono ritenersi ammissibili all’agevolazione, mentre possono fruire dell’agevolazione tutti i beni materiali ammortizzabili, il cui impiego sia indispensabile per la realizzazione del prototipo.

Con riferimento alle lavorazioni speciali che non possono essere svolte internamente dall’azienda e senza le quali sarebbe impossibile realizzare il prototipo, l’Agenzia ha precisato che esse possono ritenersi ammissibili all’agevolazione, come spese per competenze tecniche, sempre che siano strumentali alla realizzazione del prototipo o di componenti dello stesso. Nel caso in cui, invece, i costi di esternalizzazione afferiscano ad attività riconducibili alla ricerca e sviluppo oppure abbiano un esito positivo o un prodotto innovativo, essi rientrano tra quelli per contratti di ricerca extra-muros.

 

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione del 10 ottobre 2017, n. 122/E

 

Credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive non cumulabile con il super ammortamento

11/10/2017

Consulenza tributaria e tax compliance

L’Agenzia delle entrate, con Risoluzione n. 118/E/2017, ha riconosciuto la natura alternativa e non cumulativa del credito d’imposta concesso nel caso di riqualificazione delle strutture ricettive di cui all’articolo 3, comma 3 DL n. 83/2014 con altre agevolazioni di natura fiscale.

In particolare, alla luce dei chiarimenti resi dall’Agenzia non è possibile cumulare il credito in parola con il c.d. super-ammortamento, in quanto quest’ultimo sostanziandosi in una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto in relazione agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, valevole soltanto ai fini delle imposte dirette, si differenzia profondamente dal credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture recettive che, invece, costituisce un contributo pubblico sotto forma di credito d’imposta utilizzabile in compensazione nel modello F24.

 

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione del 15 settembre 2017, n. 118/E

Accesso a banche dati on line: IVA al 4%

11/10/2017

Consulenza tributaria e tax compliance

L’Agenzia delle entrate, con Risoluzione n. 120/E/2017, ha precisato che la messa a disposizione, da parte di una banca dati, di prodotti editoriali aventi le caratteristiche di giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie stampa, libri e periodici, muniti del codice ISBN o ISSN, sconta l’IVA con l’aliquota del 4% ai sensi del n. 18, della tabella A, parte II, allegata al DPR n. 633/1972. E ciò nel presupposto che si tratti di una banca dati bibliografica, le cui funzionalità di ricerca offerte all’utente non rappresentino un valore aggiunto dal punto di vista del consumatore. In altri termini, dette funzionalità devono essere offerte gratuitamente, a prescindere dalla sottoscrizione del contratto di abbonamento, tant’è che le stesse possono essere fruite anche tramite altri comuni motori di ricerca.

 

Rif. Agenzia delle entrate, Risoluzione del 28 settembre 2017, n. 120/E

Transfer pricing: la documentazione evita le sanzioni

11/10/2017

Transfer pricing e valutazioni d’azienda

Per disapplicare le sanzioni previste in materia di prezzi di trasferimento è sufficiente la produzione della documentazione richiesta a nulla rilevando l’esattezza dell’analisi dei prezzi contenuta nella documentazione medesima. È questa la conclusione alla quale è giunta la Commissione tributaria regionale della Lombardia, nella sentenza n. 2454 del 15 maggio 2017, accogliendo la tesi della ricorrente.

Parimenti a quanto già statuito dai giudici di prime cure, quelli di secondo grado hanno confermato che per beneficiare dell’esimente della non applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 1, comma 6 D. Lgs. n. 471/1997, non rileva la correttezza dei prezzi di trasferimento contenuta nella documentazione, ma soltanto la stessa messa a disposizione da parte della società in favore dell’Amministrazione finanziaria della documentazione stessa.

In altre parole, nel corso di accessi, ispezioni o verifiche o di ogni altra attività istruttoria da parte dell’erario, il contribuente è tenuto a presentare la documentazione di cui al Provvedimento n. 2010/137654 (country file e master file), non rilevando il giudizio nel merito da parte dell’Amministrazione finanziaria circa la mancata comparabilità delle società utilizzate come “tested party” o la non correttezza del valore normale applicato dal contribuente.

 

Rif. Commissione tributari regionale della Lombardia, sentenza del 15 maggio 2017, n. 2454

Prorogato al 16 ottobre l’invio delle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute

11/10/2017

Consulenza tributaria e tax compliance

Con il Comunicato stampa del 4 ottobre 2017, n. 163, il Ministero dell’economia e delle finanze ha reso noto che con Il DPCM del 4 ottobre 2017 è stata disposta un’ulteriore proroga al 16 ottobre 2017 del termine per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute e registrate nel primo semestre 2017, in luogo della scadenza fissata per il 5 ottobre scorso. Tale adempimento, introdotto dal DL n. 193/2016 si sostituisce all’invio annuale del c.d. “spesometro” e, a regime (ossia dal 2018) prevede l’invio trimestrale dei suddetti dati entro la fine del secondo mese successivo al periodo di riferimento.

 

Rif.  Ministero dell’economia e delle finanze, Comunicato stampa del 4 ottobre 2017, n. 163

 


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